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	<title>FotovoltaicoNews</title>
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		<title>ANTER: Il 90% degli impianti fotovoltaici sono di piccole dimensioni</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 16:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Famiglie e piccole-medie imprese guidano la corsa del fotovoltaico. A renderlo noto l’ANTER, Associazione nazionale tutela energie rinnovabili, citando le informazioni raccolte da Atlasole, banca dati del GSE. Oltre 290 mila quelli attivi, di cui il 90% appartiene alla categoria dei piccoli impianti, ovvero quelle strutture che dispongono di una potenza massima di 20 kW.
Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Famiglie e piccole-medie imprese guidano la corsa del fotovoltaico. A renderlo noto l’ANTER, Associazione nazionale tutela energie rinnovabili, citando le informazioni raccolte da Atlasole, banca dati del GSE. Oltre 290 mila quelli attivi, di cui il 90% appartiene alla categoria dei piccoli impianti, ovvero quelle strutture che dispongono di una potenza massima di 20 kW.</p>
<p>Un quadro che a quanto pare darebbe grande importanza al settore fotovoltaico privato, includendo non solo il settore aziendale, ma anche quello domestico. La rilevanza del comparto “piccoli impianti” appare netta, anche se bisognerà attendere i dati di fine anno per averne la definitiva conferma:</p>
<p>Se le stime del GSE sulla crescita del fotovoltaico nel 2011 saranno confermate – ha dichiarato , l’Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili – a fine anno l’Italia potrebbe avere circa 350mila impianti installati. Parleremo anche di questo al Festival L’Energia dell’Italia, che abbiamo organizzato per il prossimo 5 novembre al Palalottomatica di Roma. Con il IV Conto Energia – ha concluso Rainone – il Governo italiano e’ andato incontro alle esigenze dei privati cittadini e delle PMI ed infatti e’ cresciuta in modo sostanziale la domanda del comparto domestico e industriale.</p>
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		<title>Fotovoltaico anche senza consenso del comune</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 15:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili non necessita del consenso preventivo da parte del Comune interessato. Si è espresso in questo senso il TAR della Puglia.
Secondo i giudici amministrativi, in base alle linee guida contenute nel Dm 10 settembre 2010, che ha attuato il D.lgs 387/2003, il procedimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili non necessita del consenso preventivo da parte del Comune interessato. Si è espresso in questo senso il TAR della Puglia.<br />
Secondo i giudici amministrativi, in base alle linee guida contenute nel Dm 10 settembre 2010, che ha attuato il D.lgs 387/2003, il procedimento di autorizzazione unica non può essere condizionato da un atto di assenso o di gradimento del comune interessato dalla realizzazione dell’impianto.</p>
<p>Il Tribunale Amministrativo ha inoltre affermato che il parere del Comune deve essere espresso in Conferenza di Servizi.</p>
<p>In caso di assenza del Comune, o di mancata espressione della volontà dell’amministrazione da parte del suo rappresentante durante i lavori della Conferenza, l’assenso si considera acquisito.</p>
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		<title>Notai: Niente ICI sugli impianti fotovoltaici</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 10:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo il Notariato, gli impianti fotovoltaici possono essere assimilati a quelli di interesse pubblico, che sono esenti dall’Ici.
Secondo il Consiglio nazionale del Notariato, le centrali fotovoltaiche (cioè gli impianti fv di grandi dimensioni) rientrano nella categoria dei beni immobili; più in generale, gli impianti fotovoltaici possono essere assimilati a impianti di interesse pubblico, quindi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il Notariato, gli impianti fotovoltaici possono essere assimilati a quelli di interesse pubblico, che sono esenti dall’Ici.</p>
<p>Secondo il Consiglio nazionale del Notariato, le centrali fotovoltaiche (cioè gli impianti fv di grandi dimensioni) rientrano nella categoria dei beni immobili; più in generale, gli impianti fotovoltaici possono essere assimilati a impianti di interesse pubblico, quindi sono esenti dal pagamento dell’Ici (studio n. 221-2011/C e studio n. 35-2011/T).</p>
<p>Sul tema della natura di bene mobile o immobile dell’impianto fotovoltaico si sono già espresse in passato sia l’Agenzia delle Entrate che l’Agenzia del Territorio. Secondo l’Agenzia delle Entrate (circolare n. 46/E/07) l’impianto fotovoltaico collocato su un terreno non costituisce un impianto fisso al suolo, poiché di solito i pannelli solari che lo compongono possono essere facilmente rimossi e posizionati in altro luogo conservando inalterata la loro funzionalità originaria. Una successiva circolare delle Entrate (n. 38/E/2010) ha affermato che sono da considerare come “mobili” tutti gli impianti anche infissi al suolo che possono essere separati e riutilizzati in altro luogo (studio n. 221-2011/C).</p>
<p>Invece l’Agenzia del Territorio, con la circolare 3/T/2008, ha affermato che l’impianto fotovoltaico a terra, non essendo separabile dal suolo senza alterare la natura del bene complesso, va assimilato alle turbine delle centrali elettriche e quindi rientra fra i beni immobili inquadrati nella categoria catastale D1. Ne consegue l’attribuzione di una rendita di 2 euro per metro quadrato e l’imposizione dell’Imposta comunale sugli immobili (Ici).</p>
<p>Nello Studio n. 35-2011/T i profili fiscali degli atti relativi agli impianti fotovoltaici sono stati affrontati dal Notariato. In questo documento si afferma la “possibile assimilazione” degli impianti fotovoltaici agli impianti di interesse pubblico, per i quali vale l’esenzione dall’Ici.</p>
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		<title>COBAT e IFI per il riciclo dei pannelli a fine vita</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 13:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Accordo di Programma tra il Cobat (Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo) ed il Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane) per la nascita della prima filiera italiana destinata alla raccolta, il riciclo e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici, è stato siglato ufficialmente oggi a Roma, durante la conferenza stampa di questa mattina presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio.
L’iniziativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Accordo di Programma tra il Cobat (Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo) ed il Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane) per la nascita della <strong>prima filiera italiana destinata alla raccolta, il riciclo e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici</strong>, è stato siglato ufficialmente oggi a Roma, durante la conferenza stampa di questa mattina presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio.</p>
<p>L’iniziativa congiunta delle due associazioni consentirà in particolare una <strong>gestione controllata e sostenibile della tecnologia solare durante la fase di “fine vita”</strong> grazie ad una <strong>mappatura geo-referenziata di tutti gli impianti installati a livello nazionale </strong>(consultabile anche dal sito del GSE) e l’implementazione di un <strong>sistema di tracciabilità dei moduli esausti con la realizzazione di una banca dati centralizzata accessibile da parte delle autorità competenti</strong>.</p>
<p>Successivamente alla fase di raccolta, il nuovo Consorzio si occuperà del frazionamento dei prodotti attraverso il riciclo, in Italia, di tutte le componenti metalliche e del vetro, mentre la cella fotovoltaica verrà inviata all’estero per lo smaltimento  (purtroppo il Belpaese è attualmente sprovvisto di impianti di assimilazione così specialistici).</p>
<p>Tra le finalità dell’accordo programmatico, è tuttavia prevista la creazione di un <strong>Tavolo Tecnico che analizzi le tecnologie di trattamento e riciclo per moduli fotovoltaici a fine vita esistenti sul mercato </strong>in modo da realizzare, in futuro, uno studio di fattibilità per un impianto-pilota nazionale dedicato specificatamente allo smaltimento delle celle solari.</p>
<p>Secondo Filippo Levati, Presidente del Comitato IFI: “l’accordo porterà ulteriori grandi benefici rispetto all’identificabilità e alla tracciabilità dei prodotti, oltre a positive ricadute sull’indotto delle aziende italiane, che potranno così riciclare e recuperare i materiali dei moduli fotovoltaici dopo la loro disinstallazione.”</p>
<p>“È un altro passo in avanti promosso dal Comitato IFI per una filiera industriale italiana che guarda alla sostenibilità ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla sua realizzazione allo smaltimento.”</p>
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		<title>117.000 nuovi impianti fotovoltaici nel 2011</title>
		<link>http://www.fotovoltaiconews.it/fotovoltaico/notizie/117-000-nuovi-impianti-fotovoltaici-nel-2011/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 13:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei primi 9 mesi del 2011 sono entrati in esercizio quasi 117.000 impianti fotovoltaici per una potenza allacciata di oltre 7 GW (piu&#8217; del doppio dell&#8217;intero 2010). E&#8217; quanto emerge da un rapporto dell&#8217;Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Secondo il GSE (Gestore dei Servizi Energetici), la potenza fotovoltaica installata alla fine del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi 9 mesi del 2011 sono entrati in esercizio quasi 117.000 impianti fotovoltaici per una potenza allacciata di oltre 7 GW (piu&#8217; del doppio dell&#8217;intero 2010). E&#8217; quanto emerge da un rapporto dell&#8217;Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena.</p>
<p>Secondo il GSE (Gestore dei Servizi Energetici), la potenza fotovoltaica installata alla fine del 2011 potrebbe raggiungere i 12 GW e il numero di impianti salire a 350.000 unita&#8217;: l&#8217;Italia si porterebbe al primo posto nella graduatoria mondiale della potenza entrata in esercizio nel 2011, superando di tre volte il corrispondente dato della Germania, Paese leader del mercato del fotovoltaico. Il ritmo di crescita in questo particolare settore e&#8217; trainato dagli incentivi e dalle agevolazioni contenute nel &#8216;Conto Energia&#8217; (di cui nel 2011 e&#8217; entrata in vigore la quarta edizione), differenziate oltre che per tipologia di impianto solare, anche per data di attivazione dell&#8217;impianto.</p>
<p>Nella ricerca gli analisti di Banca Monte dei Paschi evidenziano che investire nel fotovoltaico offre un rendimento intorno al 5% in termini reali, con un vantaggio economico soprattutto se l&#8217;intervento viene effettuato nel 2011 (piuttosto che nel 2012); anticipare infatti l&#8217;attivazione dell&#8217;impianto di pochi mesi determina un break even inferiore, proprio a causa della riduzione delle tariffe incentivanti di circa il 15% nel primo semestre 2012.</p>
<p>Nell&#8217;analisi effettuata emerge inoltre come il rendimento economico sia fortemente influenzato anche dalla posizione dell&#8217;impianto. A causa del diverso irraggiamento solare dell&#8217;Italia, a parita&#8217; di caratteristiche tecniche, gli impianti fotovoltaici hanno infatti una maggior resa al Sud.</p>
<p>Resta comunque preponderante il ruolo del Nord nei pannelli fotovoltaici: infatti secondo i dati del GSE alla fine del 2010, nel Nord risultava ubicato circa il 58% delle installazioni, mentre nel Sud il 25%</p>
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		<title>Saglia: il quarto conto energia in Consiglio dei Ministri settimana prossima</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 05:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo quanto dichiarato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, potrebbe andare in Consiglio dei Ministri la prossima settimana, il tanto atteso decreto interministeriale (Sviluppo economico, Ambiente, Agricoltura) che fisserà i nuovi incentivi per il Quarto Conto Energia fotovoltaico.
A margine di un&#8217;audizione alla Camera, Saglia ha spiegato che il decreto “disciplinerà il periodo transitorio tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto dichiarato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, potrebbe andare in Consiglio dei Ministri la prossima settimana, il tanto atteso decreto interministeriale (Sviluppo economico, Ambiente, Agricoltura) che fisserà i nuovi incentivi per il Quarto Conto Energia fotovoltaico.<br />
A margine di un&#8217;audizione alla Camera, Saglia ha spiegato che il decreto “disciplinerà il periodo transitorio tra il 1 giugno ed il 31 dicembre 2011 per le domande giacenti e poi costruirà un nuovo sistema dal 1 gennaio 2012 che sarà simile al modello tedesco”, con una riduzione progressiva degli incentivi.<br />
Ricordiamo che in Germania esiste una tariffa incentivante rivista con cadenze definite temporalmente in funzione della potenza allacciata.<br />
Questo meccanismo consente di adattare automaticamente la tariffa al costo dell&#8217;investimento.<br />
E&#8217; infatti opinione dei legislatori tedeschi che maggiore sia la domanda di moduli fotovoltaici minore sia il costo degli stessi.<br />
A detta degli operatori nostrani questo sistema incentivante garantirebbe la bancabilità degli impianti perché non vi sarebbe un tetto incentivabile, dal quale gli investitori potrebbero correre il rischio di rimanere esclusi.<br />
Il premio incentivante erogato non risulta essere neanche tanto generoso come nel nostro paese, variando da 21,11 eurocent per kWh per impianti a terra fino a 28,74 eurocent per impianti a tetto fino a 30kW.</p>
<p><strong>La proposta di Assosolare<br />
</strong>Il documento promosso dall&#8217;assemblea strordinaria chiede di: &#8211; ridurre gradualmente gli incentivi, senza tetti annuali o cumulati;<br />
- confermare per il 2011 gli incentivi del Terzo Conto Energia per impianti in possesso di titolo abilitativo idoneo alla data di entrata in vigore del Decreto Rinnovabili (29 marzo 2011) o, se non necessitano di titolo abilitativo in quanto edilizia libera, che entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2011;<br />
- adottare, per gli impianti che non rientrano in questo regime di salvaguardia, un sistema incentivante strutturato che non preveda alcun tetto annuale o cumulato, per tipologia o taglia;<br />
- dal 1° giugno e per tutto il 2011, ridurre del 5% delle tariffe rispetto al Terzo Conto Energia, per impianti di taglia superiore a 200 kW;<br />
- dal 2012, assegnare gli incentivi solo dopo dichiarazione di “fine lavori certificata”;<br />
- fissare un obiettivo di potenza di 1 GWp per quadrimestre, con ulteriore 2% di riduzione se l’obiettivo viene superato nel quadrimestre;<br />
- dal 1° gennaio 2012 ridurre le tariffe, rispetto a dicembre 2011, dell’8% per gli impianti tra 1 e 200 kWp e del 10% per quelli superiori a 200 kWp;<br />
- successivamente ridurre le tariffe del 3% a quadrimestre per gli impianti tra 1 e 200 kWp e del 4% per quelli superiori a 200 kWp; &#8211; definire incentivi che consentano il consolidamento delle aziende manifatturiere “Made in Italy”;<br />
- estendere la possibilità di “scambio sul posto” agli impianti fino ad 1 MW;<br />
- applicare tariffe a edificio alle serre;<br />
- prevedere un premio di almeno 0,05 €/kWh per la rimozione dell’amianto;<br />
- confermare le disposizioni del Terzo Conto Energia relative agli impianti “integrati con caratteristiche innovative” impianti “a concentrazione”, impianti fotovoltaici “con innovazione tecnologica”;<br />
- istituire un tavolo al MSE per monitorare il mercato e i costi in bolletta dei nuovi incentivi.</p>
<p><strong>La proposta di ANIE GIFI</strong><br />
La proposta del GIFI, che ha portato a spaccature all&#8217;interno dell&#8217;associazione, prevede in estrema sintesi di allineare il sistema incentivante italiano al modello tedesco in modo da dare stabilità al mercato come base per la piena competitività delle imprese italiane.<br />
Con questo proposta si dovrebbe arrivare al 2016 con oltre 20 GW di potenza fotovoltaica installata che permetteranno di soddisfare oltre il 10% del fabbisogno elettrico nazionale e la creazione lunga tutta la filiera di oltre 300.000 posti di lavoro.</p>
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		<title>3 Miliardi di euro per le rinnovabili e lo sviluppo sostenibile</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 06:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; di circa 3 miliardi di dollari l&#8217;anno l&#8217;impegno della Banca Mondiale per progetti di sviluppo sostenibile che valorizzino le energie rinnovabili e un&#8217;urbanizzazione a misura di futuro. E&#8217; quanto emerso dal seminario che si è svolto oggi all&#8217;Istituto nazionale per il Comercio Estero, in cui sono state evidenziate, fra l&#8217;altro, le possibilità per imprenditori, aziende e società di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di circa 3 miliardi di dollari l&#8217;anno l&#8217;impegno della Banca Mondiale per progetti di sviluppo sostenibile che valorizzino le energie rinnovabili e un&#8217;urbanizzazione a misura di futuro. E&#8217; quanto emerso dal seminario che si è svolto oggi all&#8217;Istituto nazionale per il Comercio Estero, in cui sono state evidenziate, fra l&#8217;altro, le possibilità per imprenditori, aziende e società di consulenza italiane.</p>
<p>Un impegno che &#8211; ha sottolineato il presidente dell&#8217;Ice, Umberto Vattani &#8211; &#8220;nel quadro di finanziamenti della Banca Mondiale ha visto nel 2010 l&#8217;Italia al terzo posto, con una quota dell&#8217;8,93% del totale, fra i paesi aggiudicatari&#8221; dei contratti. &#8220;Questo Seminario &#8211; ha aggiunto Vattani &#8211; si propone di far conoscere alle realtà imprenditoriali e alle società di consulenza italiane, le opportunità offerte dai progetti e dai programmi predisposti dalla Banca Mondiale in particolare nei settori dell&#8217;energia e dello sviluppo urbano. Uno sviluppo che, d&#8217;altronde, resta imperfetto se non è collegato alla soluzione del problema di approvvigionamento di energie rinnovabili&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel 2010 i finanziamenti nel settore energetico della Banca Mondiale &#8211; ha evidenziato Dana Rysankova, senior energy specialist dell&#8217;organizzazione &#8211; hano rappresentato il 18 % del totale, con un trend di crescita passato dai 2,3 miliardi di dollari del 2003 ai 13 miliardi del 2010. In questo ambito, l&#8217;impegno nel campo delle rinnovabili è cresciuto di otto volte fino a 1,9 miliardi per l&#8217;anno passato&#8221;.</p>
<p>Il 44 per cento dei finanziamenti hanno coinvolto progetti di sviluppo nel settore idroelettrico, mentre il fotovoltaico ha assorbito il 9 per cento, ma con un trend di crescita più forte in regiorni come l&#8217;Africa Sub-sahariana dove solo il 31 % della popolazione ha accesso all&#8217;elettricità. Se si esclude la quota del Sudafrica, nell&#8217;intera Africa Sub-sahariana la potenza installata è di appena 30 GigaWatt, pari a quella della sola Norvegia.</p>
<p>Eppure, ha aggiunto la Rysankova, il potenziale non è indifferente: nel solo idroelettrico il potenziale è di 1 milione di GW/ora l&#8217;anno, ovvero un decimo del totale mondiale. In paesi come Repubblica Democratica del Congo ed Etiopia, la crescita possibile è stimata in 30 volte la produzione attuale, in Guinea addirittura di 100 volte. Ma se i grandi progetti richiedono un notevole sforzo economico, la Banca Mondiale &#8211; ha ricordato l&#8217;esperta &#8211; sostiene anche iniziative di taglio medio/piccolo, come quelle finanziate in Sri Lanka, Vietnam, Turchia e Tanzania.</p>
<p>Ma uno dei settori più promettenti resta quello del solare termico e fotovoltaico, dove si va dai maxi progetti di energia concentrata Csp nella regione Mena agli impianti domestici che stanno cambiando la vita di milioni di persone (in Bangladesh le antenne &#8216;domestiche&#8217; sono già 375 mila e crescono a un ritmo di 15 mila unità il mese).</p>
<p>Il ruolo cruciale delle rinnovabili nell&#8217;urbanizzazione del futuro è evidente alla luce dello scenario disegnato da Steven Karam, Lead Urban Economist della Banca Mondiale, che ha ricordato come già oggi negli agglomerati urbani viva più del 50 per cento della popolazione mondiale, una presenza che entro il 2030 dovrebbe aumentare di 2 miliardi di persone (di cui il 90 per cento nei paesi in via di sviluppo).</p>
<p>E&#8217; un trend che &#8220;ha imposto di ripensare i paradigmi dell&#8217;urbanizzazione&#8221;, ha spiegato Karam, ma che conferma anche come lo sviluppo delle città abbia un ruolo importante nel ridurre la povertà&#8221;, con ricadute positive anche per quanti vivono ancora nelle zone rurali. Ma la ricerca della massima efficienza energetica, ha aggiunto, è fondamentale dal momento che entro il 2030 le città assorbiranno il 73 % della domanda mondiale di energia e avranno una pari quota di emissioni di Co2.</p>
<p>L&#8217;incontro presso la sede dell&#8217;Ice &#8211; che il prossimo 5 aprile dedicherà un incontro allo sviluppo delle opportunità aperte dalla green economy negli Stati Uniti &#8211; si è concluso con un seminario su &#8221;Come sostenere la partecipazione delle società di consulenza italiane alle gare finanziate dalla Banca Mondiale&#8221;, tenuto da Luis Prada, un esperto di procurement della Banca Mondiale per le Società di Consulenza che intendono migliorare la propria performance nelle gare indette dalla Banca.</p>
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		<title>SANYO Solar incrementa la produzione destinata al mercato europeo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 06:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti]]></category>

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		<description><![CDATA[SANYO Electric Co., Ltd., leader mondiale nella tecnologia
fotovoltaica, è fiera di annunciare che la filiale SANYO Hungary Kft, ha avviato la produzione
dell’innovativo modulo HIT®, nel nuovo impianto ungherese inaugurato lo scorso venerdì 11
marzo a Dorog.
Il sito, il terzo impianto di SANYO Ungheria, è stato avviato per aumentare la capacità
produttiva dei moduli HIT® , i pannelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SANYO Electric Co., Ltd., leader mondiale nella tecnologia<br />
fotovoltaica, è fiera di annunciare che la filiale SANYO Hungary Kft, ha avviato la produzione<br />
dell’innovativo modulo HIT®, nel nuovo impianto ungherese inaugurato lo scorso venerdì 11<br />
marzo a Dorog.<br />
Il sito, il terzo impianto di SANYO Ungheria, è stato avviato per aumentare la capacità<br />
produttiva dei moduli HIT® , i pannelli solari di ultima generazione riconosciuti come il non<br />
plus ultra nel campo fotovoltaico. Con questo importante investimento l’azienda vuole<br />
raggiungere l’obiettivo di acquisire una stabile e puntuale fornitura al mercato europeo, che<br />
costituisce uno dei più importanti mercati per il settore fotovoltaico di SANYO.<br />
Per la costruzione del nuovo impianto, SANYO Ungheria ha ricevuto una sovvenzione di circa<br />
900 milioni di Fiorini (approssimativamente 3 milioni di Euro) dal governo ungherese, in quanto<br />
partecipante al Programma Operativo di Sviluppo economico EDOP. Inoltre SANYO Ungheria<br />
ha introdotto nel nuovo impianto le più moderne attrezzature di produzione ristrutturando un<br />
edificio esistente e grazie alla sovvenzione ha creato circa 300 nuovi posti di lavoro volti a<br />
incrementare la produzione.<br />
Grazie al nuovo impianto dalla capacità produttiva di 150MW, la produzione fotovoltaica<br />
annuale di SANYO Ungheria raddoppierà da 165 MW a 315 MW. La produzione annuale<br />
mondiale di SANYO raggiungerà quindi 680MW.<br />
L’obiettivo di SANYO Ungheria è di consolidare la produzione di moduli HIT® per il mercato<br />
europeo, in particolar modo la produzione della serie N con la più alta efficienza di conversione<br />
pari al 21,6% *2 e della serie HD.<br />
SANYO continua nello sviluppo della sua tecnologia e si batte per contribuire allo sviluppo<br />
di una società con energia pulita.</p>
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		<title>Cgil, con taglio agli incentivi per le rinnovabili a rischio 100mila posti di lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 06:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il taglio agli incentivi alle rinnovabili rischia di mettere in ginocchio un settore che conta oltre 100mila addetti e il futuro di centinaia di aziende. Nel corso di questi anni, infatti, le energie rinnovabili hanno offerto concrete opportunità di crescita industriale, creando un segmento di occupazione &#8216;verde&#8217; che nel tempo ha superato per dimensioni settori tradizionali come quello della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il taglio agli incentivi alle rinnovabili rischia di mettere in ginocchio un settore che conta oltre 100mila addetti e il futuro di centinaia di aziende. Nel corso di questi anni, infatti, le energie rinnovabili hanno offerto concrete opportunità di crescita industriale, creando un segmento di occupazione &#8216;verde&#8217; che nel tempo ha superato per dimensioni settori tradizionali come quello della ceramica e del legno.</p>
<p>&#8220;L&#8217;impatto del decreto approvato dal governo -si legge in una nota del sindacato- in attesa di ridefinire il meccaniscmo degli incentivi si prospetta infatti &#8216;catastrofico&#8217;, nei confronti di un settore fatto di 85mila imprese e che, soprattutto, è l’unico in crescita, e non in recessione, nel Mezzogiorno&#8221;.</p>
<p>Il campo delle rinnovabili ha registrato dal 2007 ad oggi un monte diinvestimenti pari a 3,5 miliardi di euro per una produzione pari a 6 mila megawatt. Per dare un&#8217;idea la Cgil fa un parallelo: &#8220;Per costruire un reattore nucleare che produce 1.600 megawatt è necessario un investimento che oscilla tra i 4 e i 5 miliardi di euro&#8221;. Il lavoro dell&#8217;istituto di ricerca della Cgil entra nel dettaglio di come è ripartita l&#8217;occupazione &#8216;verde&#8217; sottolineando come i settori delle rinnovabili più importanti sono l&#8217;eolico, con circa 10 mila addetti; il solare fotovoltaico, con circa 5.700 unità; e il comparto delle biomasse con pressappoco 25mila occupati. Il resto dell&#8217;occupazione verde si distribuisce con il geotermico, il solare termico, il miniidrico e le altre forme minori di produzione di energia da Fonti energetiche rinnovabili (Fer) che impiegano, tra diretti e indiretti, circa 50 mila lavoratori.</p>
<p>E&#8217; quanto emerge da un dossier dell&#8217;Ires, &#8216;Energia e lavoro sostenibile&#8217;, a cura del Forum &#8216;Energie Rinnovabili e Sostenibili&#8217; della Cgil nazionale, con il quale il sindacato di Corso d&#8217;Italia rilancia le ragioni dello sciopero generale in programma il prossimo 6 maggio.</p>
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		<title>Quarto conto energia: il punto della situazione</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 06:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 18 si è svolto l&#8217;incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, le banche e le associazioni imprenditoriali.
Al tavolo, programmato inizialmente per martedì scorso e poi rinviato a venerdì pomeriggio, erano presenti GSE, Enel, Terna, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), Confindustria GIFI e alcune associazioni imprenditoriali delle rinnovabili.
Secondo le prime indiscrezioni (il comunicato stampa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 18 si è svolto l&#8217;incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, le banche e le associazioni imprenditoriali.<br />
Al tavolo, programmato inizialmente per martedì scorso e poi rinviato a venerdì pomeriggio, erano presenti GSE, Enel, Terna, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), Confindustria GIFI e alcune associazioni imprenditoriali delle rinnovabili.<br />
Secondo le prime indiscrezioni (il comunicato stampa ufficiale è atteso per lunedì) Romani ha prospettato un tetto massimo alle risorse da destinare al fotovoltaico e il dimezzamento degli incentivi dal primo gennaio 2012.</p>
<p>Entro 10 giorni si arrivera&#8217; ad avere un quadro di certezze per il settore.<br />
E&#8217; quanto e&#8217; emerso dall&#8217;incontro al Ministero dello sviluppo con gli operatori del settore. &#8221;Abbiamo deciso di essere rapidi, entro 10 giorni arriveremo ad una conclusione per dare un quadro di certezze al settore&#8221;, ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan. Il governo, ha aggiunto, vuole &#8221;favorire chi per davvero si e&#8217; impegnato, non gli speculatori&#8221;.<br />
L&#8217;incontro e&#8217; stato &#8221;una prima riunione propedeutica&#8221;, ha precisato il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, annunciando che gia&#8217; dalla prossima settimana si partira&#8217; con dei &#8221;tavoli tecnici e altri incontri di questo tipo.<br />
L&#8217;intenzione del governo &#8211; ha aggiunto &#8211; e&#8217; di procedere molto speditamente a dare certezze definitive al settore fotovoltaico&#8221;.<br />
Secondo Romani, &#8221;bisogna fare un confronto con gli incentivi degli altri Paesi europei e arrivare a una riduzione dei costi che renda gli incentivi compatibili con le esigenze di costo di cittadini e imprese.<br />
Il Paese e&#8217; nelle condizioni per trovare la soluzione migliore&#8221;.<br />
Il ministro dell&#8217;Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha inoltre garantito che il governo punta ad assicurare gli investimenti in corso sulle rinnovabili.</p>
<p><strong>Le proposte delle associazioni</strong><br />
La Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha presentato in merito un documento che propone:<br />
- leggerissima riduzione mensile degli incentivi per i progetti in corso da ora fino alla fine del 2011;<br />
- definizione di una soglia massima di impianti ammissibili all’incentivo 2011 (chi non rientra beneficerà dell’incentivo 2012);<br />
- criterio cronologico per l’accesso agli incentivi dal 31 maggio 2011, tramite un registro informatico gestito dal GSE;<br />
- calo graduale degli incentivi a partire dal 2012, in linea con le migliori pratiche europee, che favorisca la nascita di un’industria italiana del fotovoltaico, premi l’innovazione e disincentivi il commercio delle autorizzazioni;<br />
- tetto massimo ai MW ammessi ad incentivo ogni anno, a partire dal 2012;<br />
- eliminazione degli incentivi per il fotovoltaico a decorrere dal 2017.</p>
<p><strong>R.ETE. Imprese Italia</strong> (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio) lancia quattro proposte per fronteggiare la crisi delle imprese:<br />
1. immediata emanazione di una clausola di <strong>transizione</strong>che consenta di dare certezza agli investimenti in corso;<br />
2. definizione di <strong>nuovi obiettivi</strong> di potenza elettrica da fonte rinnovabile e da fotovoltaico in alternativa ai ventilati tetti alle risorse o alla potenza installata;<br />
3. salvaguardia soprattutto per i <strong>piccoli impianti</strong> di produzione “a tetto” delle famiglie e delle micro e piccole imprese artigianali, commerciali, turistiche e dei servizi;<br />
4. razionalizzazione e riformulazione delle voci che nella<strong>bolletta elettrica </strong>sono destinate al finanziamento della gestione degli impianti. Si tratta delle risorse destinate al CIP 6 e delle altre voci di spesa non necessarie, inclusa la rimodulazione della parte fiscale, che oggi grava soprattutto sulle piccole e medie imprese. Tutte queste risorse devono essere destinate al finanziamento di nuovi obiettivi di produzione da fotovoltaico, senza gravare ulteriormente sui costi sostenuti dalle famiglie e dalle piccole e medie  imprese.</p>
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