Chi paga il conto… energia?

By admin at 15 March, 2010, 7:15 am

 

Lo riportano in questi giorni i giornali: il Ministro Brunetta ha definito le fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico “pippe a costi inaccettabili”. Indubbiamente, come in tutte le cose, esistono vantaggi e svantaggi.
Nel bene o nel male il fotovoltaico è una realtà consolidata nel nostro paese, ed attira investitori da tutta europa, grazie alle vantaggiose tariffe incentivanti.
Esiste però un rovescio della medaglia. Innanzitutto la tecnologia, che nonostante i grandi passi in avanti, è ancora lontana dai risultati promessi all’inizio degli anni novanta. Attualmente, i moduli monocristallini in commercio convertono meno del 20% dell’energia che ricevono dalla fonte solare. Inoltre il costo complessivo per la realizzazione degli impianti, nonostante la diminuzione del costo dei pannelli, rende indispensabili meccanismi di incentivazione.
A seconda del tipo di integrazione e della data di realizzazione dell’impianto, ogni kilowattora prodotto viene pagato da 0,35 € a 0,48 € per vent’anni dall’effettiva connessione in rete.
Secondo i dati del GSE la potenza installata finora è di oltre 1 GW, e potrebbe diventare di 1,5 GW entro l’anno. Considerando questi impianti in funzione per 1000 ore equivalenti l’anno (cioè il numero di ore per le quali l’impianto produce alla potenza nominale) otterremmo una produzione di 1,5 x 106 kWh.
Ma quanto costa? Se consideriamo un incentivo medio di 40 centesimi al kilowattora, il totale annuo al termine del 2010 ammonta a 600.000.000,00 €… che paghiamo regolarmente in bolletta, alla componente tariffaria A3. Ebbene sì, il conto lo paghiamo noi, insieme alle bollette più care d’europa.

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Comments
Marco Dal Prà March 17, 2010

Lo avevo scritto esattamente 2 anni fa !!!!
Sono contento che la ragione stia arrivando.
Ha ragione Brunetta !!!!!

Lorenzo March 24, 2010

Sarebbe curioso chiedere a Brunetta a chi sono andati i soldi delle fonti assimilate alle rinnovabili, sarebbe curioso chiedere a brunetta quanto costerà ai cittadini costruire le centrali nucleari, sarebbe curioso chiedersi perchè in bolletta paghiamo altre tasse di cui nessuno parla, sarebbe curioso che qualcuno spiegasse perchè da quando la vendita delle macchine diesel è aumentata il gasolio è arrivato a costare quanto la benzina. Ci sono tante domande da fare a brunetta.

Paolo March 29, 2010

Hai perfettamente ragione Lorenzo..certo fa sorridere che qualcuno dia ragione a Brunettolo..anche dalla fiaba di Biancaneve è stato scartato..si vede che si fa troppe “pippe” gratuite..

gianfranco March 30, 2010

Qualcuno dovrebbe spiegare a Brunetta la differenza fra costi dell’energia di picco (che peraltro è proprio quella fornita dal fotovoltaico) e quella di base; i costi di smantellamento del nucleare e assicurativi, tutti a carico della collettività (stiamo ancora smaltendo, spostandoli in Francia per 25 anni, quelli delle centrali dismesse. E poi?); e i costi sanitari per i tumori e malattie respiratorie conseguenti alle emissioni e le variazioni dell’ecosistema per la grande quantità di acqua richiesta? E la riduzione del fabbisogno energetico dall’estero? E la riduzione delle riserve del petrolio, come pensa di affrontarla? Peraltro, un basso rendimento dei pannelli, dal momento che i raggi solari non li paghiamo, cosa importa? Lasciamo progredire il mercato che la riduzione dei costi e l’incremento dell’efficienza andranno da se. Prendiamo esempio da Giappone e Germania che guidano le classifiche mondiali.

giovanni March 30, 2010

Finalmente uno che ha il coraggio di essere politicamente scorretto nel putridume della convenzio-banalità
quando si capirà che il fotovoltaico è inefficiente (ed allora meglio un albero!) e che abbiamo bisogno di tutto (TUTTOFOTOVOLTAICO= NESSUN INCENTIVO)
bisognerà anche dire che il piccolo uomo aveva ragione
Sullla benzina e sul gasolio paghiamo il 60% del prezzo alla pompa di tasse….le centrali nucleari andavano mantenute, il know-how adesso è stato perso, sarà più difficile ritornare in corsa, ma…lo sbaglio è stato scendere, e adesso è dura ripartire, ma più che si va in là e più che sarà dura….

Rinaldo March 31, 2010

Caro Giovanni, finalmente uno che ha avuto il triste “merito” di portare il turpiloquio dai baccani alle interviste televisive mettendo un ministro della Repubblica allo stesso livello di un concorrente del grandefratello, è stato sonoramente trombato dai suoi stessi concittadini.
per il nucleare no comment, chi non ha ancora capito che è come il ponte sullo stretto (cattedrali nel deserto inutili costose e irrealizzabili) vuol dire che proprio “no ghe riva”… inutile perder tempo

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